13 OTTOBRE – MINO DE SANTIS LIVE

Il concerto: sabato 13 ottobre 2012 – Palazzo Azzolini, Ala – Ore 22

CAMINANTE

“Caminante” qui al sud ha da sempre avuto un’accezione negativa.
“A dru sta bbai caminante, nu teni culu cu stai a ccasa toa”: le donne, congelate dalla famiglia, affacciate al balcone gettavano lo sguardo aperto al mondo ma in fondo legato
ad una cortina di gerani, i figli maschi invece dovevano emigrare… ma anche in questo caso la costrizione allo spostamento, non ha prodotto un vero cambiamento.
“Caminante”… oggi so che, in realtà, questa è una parola fondata su un pensiero positivo,
bella e piena di una pienezza da donare ai figli e alle figlie di questa terra.
A loro auguro che il cammino li conduca laddove gli occhi
per la prima volta posarono le attese del loro cuore.
Mino

 

 

 

Testimone di usi e tradizioni del meridione e del Salento, di storie di vita tra il triste ed il comico, senza perdere mai l’ironia e la musicalità tipica dei cantautori italiani come De Andrè o Stefano Rosso, è questo Mino De Santis. Il suo nuovo album “Caminante”, prodotto e messo in commercio dalla neonata etichetta musicale ULULATI della Lupo Editore, è un insieme di istantanee di personaggi, vizi e virtù di un’Italia e un Sud alla continua rincorsa di un’identità.

Allora si parte, come sempre, verso il nord, con il treno delle venti, in cerca di fortuna, emigrando verso la Lombardia ricca di gran lavoratori ma povera di bellezza. Basta poco a rifarsi la valigia per ritornare “al paese” anche se nulla cambia pertanto “resta la sopravvivenza e la non appartenenza” e la voglia di essere “Sempre in viaggio”.
Si ritorna, quindi, tra strade delle processioni, della falsa disperazione dei funerali, dell’arsura e de “La zoccula”, una escort che difende il suo lavoro e che, come la più famosa “Bocca di Rosa”, sconvolge la quiete del paesino mettendo alla berlina i falsi moralismi a favore della sua genuina passionalità.
Un dipinto a mille tinte a suon di valzer, stornelli e fanfare.
È senza dubbio un disco pieno di poesia, dove il dialetto viene facilmente tramutato in rime e versi senza mai scadere nell’ingenua poesia popolare. E allora pare di sentire un po’ di Gaber, De Andrè, Brassens, quei cantanti-poeti che hanno influenzato la formazione musicale di Mino De Santis.
La “Caminante” di Mino gira per i vicoli, per le strade, tra la gente ed è curiosità di scoprire senza più sentirsi legata a una cultura famigliare che mozza il suo sguardo. È sud: terra e bellezza.

DOVE ACQUISTARE ON LINE L’ALBUM CAMINANTE DI MINO DE SANTIS:

Lupo Editore

Deezer.com

ITunes

Emusic

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“Il Salento trova nuove parole, quelle puntute, del graffio autoriale. Anarchiche quanto basta per tener desto l’animo e l’occhio allo sguardo: quello dritto, che mai s’inchina e fa riverenza. Mino De Santis è così, ama il ridere, il soffio e lo spiffero. (Mauro Marino)Mino De Santis è un ascolto che il tempo e la pratica portano a metabolizzare. Non è la risata di turno ciò che arriva e resta. Ma un ondulato senso di profondità che scolpisce immagini nella memoria e libera l’ascolto dalla superficialità attorno (Erika Sorrenti e Francesco Aprile)Mino ha scritto una pagina di canzone popolare vera, del popolo del Salento che si libera dalla pur splendida prigionia del tamburello, dell’organetto e del violino e approda ad un linguaggio nuovo, fatto di dialetto e di italiano colto al volo, masticato, rimasticato e sputato fuori in una nuova forma di colostro, vero alimento con il quale crescere i piccoli. Musica accattivante, di uno che sa suonare la chitarra, la lascia nei suoi accordi semplici, quasi ondeggianti come un materassino gonfiabile sulla bonaccia (Pino De Luca)

Autoironico e impietoso … lo definirei un “verista” per come descrive la realtà sociale e soprattutto quella di tanta umanità. Ha il suo modo singolare di vedere la realtà e di declinarla in versi. E’ un sognatore ingenuo e intellettualmente onesto. Insofferente a qualsiasi regola, non scenderebbe mai a compromessi, ha l’anima libera e resta anarchico anche quando non sarebbe il caso. Ha una singolare genialità, un’autentica vena artistica che differisce da qualsiasi accomodante musicalità “popolare” oggi cosi volgarmente e insopportabilmente stereotipata (Giuseppe De Santis)

Ricordo all’università i dibattiti alla ricerca del significato della poesia.
Sui libri di metrica scoprivamo che la poesia era ritmo, altrove leggevamo che era
misura classica, musica prima di tutto, l’indefinito e tanto altro. Con la testa colma dei
vari Leopardi, Schiller, Verlaine ritornavo a casa rimuginando. E poi c’era lui. A Tuglie, al
bar, al parco, a casa, in una serata qualunque c’era Mino con la sua chitarra, che non faceva
quadrare i conti. Che tipo di poesia era quella?
Perché tutti ne erano incantati? Dall’intellettuale al contadino, dal qualunquista all’attivista.
Non se ne veniva a capo. Sembrava di dover collocare Mino in un posto strano tra Dante e Bruno Petrachi, tra De André e
Cecco Angiolieri. Per ridere o riflettere, per l’elegia o la satira. E non era poesia da canzone pop, cioè scrittura naif di cose “belle”.
Era questa capacità di modellare la lingua con le dita come fosse creta, che fosse un verso buffone o una rima amara.
E non era certamente ingenua poesia popolare, vista l’articolata struttura retorica.
Era questo dono, educato da infiniti ascolti musicali, di trovare la nota adeguata all’argomento narrato.
E non era sicuramente sofisticata arte per pochi intimi.
Era questa immediatezza di gusto popolare.
Che tipo di poesia era? Dopo tanti anni, dopo tante riflessioni, dopo tante letture ho iniziato a sospettare che quella di Mino non fosse un
tipo di poesia, ma forse era la Poesia. (Antonio Pagliara)

MINO DE SANTIS SU YOUTUBE

Rassegna stampa

Caminante: la cadenza salentina di Mino De Santis(AFFARITALIANI.IT)

La terra senza confini di Mino De Santis (Viv@voce)

Mino De Santis su Tg2 Mizar (Rubrica culturale del Tg2)

Mino De Santis da Vincenzo Mollica su DoReCiakGulp del 25 agosto 2012  (Tg1)

–  La voce che mancava alli bonacci (Quello che ho visto blog)

Mino De Santis è Mino De Santis (Il Paese)

I Racconti cantati del Salento (QuiSalento)

Caminante l’ironia musicale di De Santis (Gazzetta del Mezzogiorno)

Mino la voce di un territorio (Nuovo Territorio di Puglia)

Caminante al primo posto su Deezer.com (La Gazzetta del Mezzogiorno)

Un artista da seguire: Mino De Santis (Rinascita)

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